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> MA CREDI ANCORA ALLE FAVOLE?, (o: Dei sogni e delle favole)


MILES ITALICVS

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Inviato il: Lunedì, 25-Mag-2009, 20:37
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E' un titolo insolito in un forum di BM?

No , non direi...non proprio.

Molte volte il BM ha assunto connotati molto vicini al metal originario, enfatizzandone addirittura i connotati NEO-ROMANTICI, MITTEL EUROPEI, ecc...

il sogno, la "favola", il mondo dell'irrazionale, ritornarono a farsi sentire direttamente dal romanticismo, periodo in netta Antitesi con il precedente illuminismo, epoca del dominio della ragione sul "sentimento".

L'irrazionale, la componente esoterica del sogno e della favola, e della religione, assunsero in quel periodo un valore "insostituibile"; l'uomo diventa un tutt'uno con la natura, non in maniera "blandamente istintiva" e "bassamente materiale",
ma legandosi alle sue sfere piu' "altamente spirituali".

Oggi come oggi viviamo in un epoca in cui questi elementi vengono di nuovo meno, un sistema basato su una scala di valori che ha in vetta "l'economia" che determina una netta esclusione di valori anticamente piu' importanti.
L'economia come punto di arrivo (ben propagandata dallo stile di vita che ci inculcano quotidianamente i media),
determina uno stile di vita e dei valori tutti atti ad una corsa verso un blando e materialista benessere, una eccessiva ed aspra "razionalizzazione" del quotidiano, che finisce col ridursi ad una "nevrotica" corsa verso il benessere economico, il successo, e quindi tutto cio' che ne determina lo"status" in una degere scala di valori, che vede tra le sue piu' grosse aspirazioni, "potere", "denaro", e "sesso" nelle sue forme piu' basse e fini a se stesse privato della componente emotiva che eviterebbe di ridurlo a qualcosa di effimeramente squallido da praticare a mo' di sport.

Ecco che in questo panorama che ha come sua regola il rapporto "tempo/denaro" perdono di sgnificato e vengono banalizzate tutte le forme piu' profonde di valenze spirituali partorite dall'animo umano, essendo inutili agli occhi del suddetto rapporto tanto caro al sistema che per questo tende a far sbiadire (scomparire) tutti i piu' importanti accenti dell'animo frutto del contatto IO-DIO tramite le monadi dei nostri emisferi celebrali.

Ecco che l'arte diviene una perdita di tempo, il sogno una sciocchezza che la maggior parte della popolazione ignora e non fa attenzione a ricordare od imprimere nelle proprie monadi prima del risveglio, la favola (privata delle sue valenze esoterico-simboliche) diviene qualcosa di meramente appartenente al mondo dell'infanzia, quando invece in epoche antiche era qualcosa di estremamente importante, era quel qualcosa che noi oggi chiamiamo "mitologia", qualcosa di profondamente saldato con la sfera esoterico-religiosa e la dedizione del "pius".

Chi oggi si appresta alla vita ed al mondo con animo differente dal "dettame capital-comunista" è ormai considerato una specie di sciocco, una persona illusa, o peggio ancora un folle,
in un sistema di cose in cui non c'è piu' posto per fermarsi un attimo ad assaporare sensazioni perdute, dove non c'è piu' tempo per emozionarsi perche' non ci si potrebbe divertire abbastanza, dove non c'è piu' tempo per sognare perche' non ci sono piu' persone che sognano altro se non un buon conto in banca, un auto nuova, o una scopata con le migliori gnocche che ti propinano sullo schermo televisivo.

E' chiaro che in un panorama del genere ogni aspetto dell'insieme di valori tanto caro al periodo classico, romantico, e neo-romantico, perde qualsivoglia rilievo agli occhi dei figli piu' degeneri di questa eta' del ferro, venendo relegato in un angolo, che potremmo chiamare "del nostalgico", "dell'inutile", un po' come accade (tanto per fare un esempio),
per il METAL e la sua iconografia, verso la quale oggi come oggi molti contemporanei sorridono.

In un mondo del genere ci potremmo arrendere alla triste realtà, che è quella di adeguarsi al sistema delle cose, all'esterno del quale non potremmo vivere in ogni caso se non nella condizione di"emarginazione";

sembrerebbe una situazione persa in partenza, ma ognuno di noi ha in se fin dalla nascita un qualcosa che si chiama emozione, l'insieme delle quali genera un sistema di elementi che va sotto il nome di "spiritualità", qualcosa che la maggior parte oggi dimentica di avere, o ignora, o non sente di avere perche' atrofizzato in maniera completa ed irreversebile da quel sistema di valori totalitariamente materiali di cui parlavamo.

Questa spiritualita' appartenente alla sfera emotiva, presente in noi fin dall'infanzia, viene pian piano scarnificata man mano che l'infante, il bambino, cresce e diviene l'automa, la macchina perfettamente assuefata dalla ratio del sistema.

Molte volte accade pero', che in qualcuno questo meccanismo non si verifichi (almeno non nella maniera piu' completa), o che qualcuno decida di non far si che la propria spiritualità venga meno o si atrofizzi, in poche parole, di non far morire il bambino che è lui, metafora del proprio spirito, ricettacolo di tutto cio' che è emozione, una specie di perfetto e vergine, incontaminato mondo IPERURANIO, dove i sogni, le favole, i miti antichi,le speranze, i valori delle epoche "VERE" dell'uomo, ancora restano intatti ed inalterati.

Ma può una tale condizione sopravvivere all'ipocrisia, alla desolazione, alla completa mancanza di valori reali che dominano nel moderno mondo di SUB-UMANI?

La risposta è NO, non in maniera pura.

Quel mondo, quel ricettacolo di valori, quell'originario ed archetipo bambino deve essere sempre e costantemente difeso e protetto dal guerriero, una parte reagente e combattiva che è nell'uomo che non permette al bambino di soccombere ed essere CORROTTO dai demoni dell'epoca moderna.

Una condizione non di compromesso ma di necessità, un guerriero che non si arrende di fronte ad un epoca prevalentemente SUB-UMANA e degenere, un combattente che conosce le insidie e da queste protegge il bambino, e sempre si rialza lungo il sentiero e nel il cammino "del risveglio spirituale"

per contro, un falso "omismo" potrebbe essere quello di cui abbiamo miriadi di esempi;l'uomo apparentemetne "forte", la cui forza non è data da un qualcosa di intrinsecamente virtuoso e spiritualmente valoroso, ma bensi' da qualcosa che porta all'insensibilita' reale (assenza del bambino) mascherata da una sensibilità fittizia che trova il suo perche' nel tornaconto materiale, qualcosa che spesso vede il centro del ragionamento nell'organo genitale, situazione che pero' risulta il piu' delle volte "fallace"(scusate il gioco di parole) quando si deve fare i conti con comparativi reali, e con cio' che si attua e si costruisce di concreto nell'arco di una esistenza, tanto che il valore di una vita non è dato tanto da capitoli goliardicheggianti e goderecci, ma soprattutto da momenti di "creazione" e costruzione, di qualunque piano si parli,
e la "superiorità o inferiorita" della"specie", è qualcosa non di somatico ma di "comportamentale".

Quindi: "guai se il bambino restasse improtetto e morisse",

con esso morirebbe tutto cio' che di spirituale è in noi, senza di esso l'uomo diventerebbe uno degli automi fagocitati ed asserviti al sistema, automi senz'anima, esseri morti che credono di essere vivi, non morti dell'epoca moderna, massa di carne che ormai ha perso il vero significato della parola virtu', ormai troppo tarlata dai semi del puro godimento della vita materiale, e per questo troppo arida per provare un qualche slancio emotivo che non sia talmente fugace, breve ed effimero da essere paragonabile a qualsiasi bene di consumo presente sulla vetrina di qualche scialbo negozio di periferia.

Ogni cosa ormai è vista come bene di consumo, nessuno ha piu' tempo di fermarsi e riflettere, persino la musica ormai è qualcosa di cosi inflazionato ed inglobato nel sistema da venire fagocitata "velocemente" e discriminata dalla"prima fugace impressione".

Allora in un mondo come questo se qualcuno vi domanda:
"MA CREDI ANCORA ALLE FAVOLE?"(o ai sogni)


Non vergognatevi di rispondere "SI" se è davvero cosi',

ma piuttosto siate FIERI di questa rara "fortuna ormai persa nel tempo" che si possiede;

se cosi' fosse, sarebbe inutile farsi attanagliare alla scala di valori che il sistema ci propina,
una scala di valori INVERTITA in cui "la persona vera, la persona seria", la grande persona, è chi non sogna piu', chi non si illude e non perde tempo"favelleggiando",


perche' "naturalmente" ci sono cose piu' importanti a cui pensare, come il divertimento, sommo altare dell'epoca moderna:
cio' che tu possiedi diviene il tuo VALORE, valore che sostituisce quello intrinseco della persona, chiamato "valore spirituale", e quello che tu puoi avere diviene lo scopo primario, ingiurioso, e spregiudicato,
una ricerca del godimento materiale scevro da qualsivoglia rispetto di valori spirituali, una corsa frenetica verso la ricerca di una blanda soddisfazione personale, che non puo' e non deve avere limiti, non deve guardare in faccia a nessuno,
in un mondo ormai ridotto perfino a paragonare i rapporti interpersonali tra due persone a delle pietanze culinarie (a volte si sente dire: "lo stesso piatto di CARNE tutti i giorni stanca"),
e le persona alla pietanza che è sopra il piatto;
questo è proprio il rischio, questa è la trappola che il sistema "dell'età della materia" tende a """noi tutti""",
questa è la vera illusione che ci puo' facilmente far cadere in un appiattimento deprecabile piu' che invidiabile , in una sorta di "vuoto" in cui nulla importa, nulla ha piu' valore, se non è tangibile, o meglio, godibile.

Tutto questo puo' solo causare dei conati di vomito in quanti ancora credono che nell'essere umano esista qualcosa che vada al di la del suo CORPO, o del suo valore in termini di "facolta' economiche"

troppo noiso è il rispetto concesso alla spiritualità di ogni individuo, troppo monotono è avere dei principi, gli stessi principi da rispettare giorno dopo giorno,

bisogna per forza rompere quella monotonia chiamata"coerenza" in favore di un puro divertimento che si fa beffa di essa e della sua valenza spirituale, nonche di qualsiasi forma di rispetto di coloro che ancora oggi credono in qualcosa di piu' profondo,

e cosi' via, giorno dopo giorno, in un delirio supremo di tutto cio' che ormai non è piu' nemmeno degno della propria esistenza, o meglio:
non è piu' degno di essere chiamato esistenza.

Allora come ripeto:
non crediate di umiliarvi (e non vi fate umiliare), e non crediate di essere "ridicoli" perche' credete ancora nelle favole (""""""intese anche come le aspirazioni, gli ideali piu' alti che si possano cercare in un essere umano, anche se poi, alla fine magari non li troverete la' fuori e quello che troverete vi avra' deluso, in ogni modo è sempre bene cercarli, e non stancarsi di farlo"""""""), e non pensiate di essere "sciocchi" se credete in qulacosa di piu' profondo della scialba apparenza, in qualcosa che va oltre il senso comune del tornaconto personale a tutti i costi,

siate voi a ridere di chi si pone in questo modo nei vostri confronti, siate voi a far vergognare chi crede di aver capito tutto, ma in realtà non vede semplicemente al dilà del velo di Maya, ma (molto comodamente) aldila' di qualsiasi cosa che non sia tangibile (o meglio godibile),
sentitevi fortunati e non fatevi rubare i vostri sogni, le vostre favole, le vostre piu' profonde aspirazioni o meglio....la vostra anima da chi crea favole fasulle in cui credere
(ed il "pagus" credeva alle "parole", in un tempo in cui le parole avevano un peso reale ed un valore),

chi si fa beffa di cio che avete di piu' sacro, chi ride delle vostre aspirazioni, del vostro mondo insomma, sia da voi compatito e lasciato nella sua desolazione piu' profonda.

E per concludere:
"Ma credi ancora alle favole?"

SI, certamente.

SI, senza dubbio,

SI con fierezza,
per salvarsi dall'era del sentimento mercenario, dal mondo senza piu' poeti ne profeti,
da un sistema che non riesce ad andare oltre dall'essere un ributtante ammasso di carne e moneta,
un binomio che diviene il fine ultimo anziche' essere """""un mezzo""""",

e se questo vuole significare vivere in un mondo a parte, in un mondo vostro, be'...rimaneteci e rimaneteci con coloro che amano quel mondo, quelle aspirazioni, quei valori, quelle favole, quei sogni....

un mondo sicuramente migliore di questo ginepraio di escrementi che ci circonda (in queste definizioni invece bisogna essere realisti e con i piedi ben piantati per terra, possibilmente attenti a dove si pista, per non sporcarsi le scarpe, coperti dal velo di Maya)
...quindi attenzione ed "equilibrio", ma non disillusione di comodo, e falso cinismo materialista.

Per finire vi lascio con una frase tratta da "Heaven & Hell" dei Black Sabbath,


"The world is full of Kings & Queens. Who blind your eyes, then steal your dreams. It's Heaven & Hell"
(Il mondo è pieno di re e regine. Chi acceca i tuoi occhi, poi ruba i tuoi sogni. E' paradiso e inferno.) da "Heaven & Hell", Black Sabbath.


DEDICATO a tutti coloro che hanno vissuto e vivono in maniera "vera",

e dedicato a chi ha vissuto e vive il metal nel ""vero senso della parola"",

il metal inteso come un mondo a parte come un insieme di valori perduti e da sempre derisi dal "falso buon senso comune" da un "moralismo al contrario e di comodo",


ed un invito a non scambiare il vostro mondo che è la vostra unicità, il vostro essere voi stessi, con l'appiattimento di un sistema, di una massa destinata al tracollo,

non lo scambiate, non ve ne vergognate, nemmeno quando lo stolto ridera' di voi........perche' il sistema deride, distrugge, ed ha paura di cio' che non riesce a sottomettere, inglobare, o cambiare perche' troppo lontano dalla sua disarmante SUPERFICIALITA'.

Con fierezza dal proprio mondo (fortunatamente "dislocato" da quello dei sub-umani)


HESPERUS


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Inviato il: Mercoledì, 10-Giu-2009, 19:40
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Bellissimo intervento
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Purtroppo sempre più spesso anche per realizzare i nostri sogni dobbiamo appellarci alla materialità del mondo in cui viviamo (è inutile, i soldi servono),
ma per fortuna qualcuno che crede ancora alle favole e continua a sognare c'è, resiste.


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MILES ITALICVS

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Inviato il: Domenica, 14-Giu-2009, 13:55
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Chiaro, bisogna fare sempre i conti con la materialita' e con l'epoca in cui viviamo, cercando di non esserne schiavi, ma assecondare l'onda per raggiungere i nostri sogni anche in queste acque


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